osserva, sperimenta e impara
Ogni gruppo animale e
vegetale in milioni di anni di evoluzione è riuscito a trovare un
equilibrio dinamico con gli ambienti in cui andava insediandosi. Poco
meno di un milione di anni fa, una sola specie si è fatta carico di
modificare questi ambienti assoggettandoli e lasciando ogni dove traccia
del suo passaggio. L’ambiente da sempre in perenne mutamento, è stato
costretto a sostituire i “millenni” con gli “anni” e a correre ad una
nuova velocità. Il modello messo a punto dalla Natura sembra non tenere
il passo di questa “folle corsa” ed i primi sintomi di questa malattia
planetaria emergono evidenti: molti animali e molte piante si sono
estinti e molti altri saranno condannati alla stessa fine.
Sotto quest’ottica, e per sua stessa natura, un percorso di educazione
ambientale non può che essere personale—lento—ponderato—complesso, se si
vuole davvero che il mutamento di atteggiamenti sia profondo e duraturo,
e non solo superficiale. D’altro canto noi crediamo sia giunto ormai il
tempo che l’educazione ambientale perda la veste di “semplice
ampliamento delle conoscenze” e, a vari livelli, susciti interessi e
situazioni che coinvolgono profondamente l’individuo.
In conclusione, prendendo in prestito una riflessione di un noto
ecologista, l’uomo dovrebbe prendere coscienza del fatto che sta
tagliando il ramo dell’albero su cui è seduto!
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